Valdarno

L’Etruria francescana

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Titolo – L’Etruria francescana
Autore – Nicolò Papini
Collezione – Biblioteca pubblica di Lione (Bibliothèque jésuite des Fontaines)
Stampa – Siena, dai Torchi Pazzini Carli, 1797
Digitalizzazione – Google
Licenza – Pubblico dominio
Note – Nicolò Papini nacque a San Giovanni Valdarno nel 1751. Fu frate francescano conventuale, teologo e predicatore. Custode del Sacro Convento di Assisi nel 1800, dal 1806 al 1809 Ministro Generale dei frati Minori conventuali e dopo la parentesi delle soppressioni napoleoniche, Commissario generale per la Toscana. Morì a Terni nel 1834, all’età di 83 anni.
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Toponomastica della valle dell’Arno

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Titolo: Toponomastica della valle dell’Arno
Autore: Sivio Pieri
Stampa: Tipografia dell’Accademia dei Lincei, Roma 1912
Collezione: Biblioteca della Facoltà di lettere dell’Università di Torino
Digitalizzazione – Biblioteca della Facoltà di lettere dell’Università di Torino
Licenza – Pubblico dominio
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Relazione, ovvero disinganno degli effetti del Fiume Arno, e delle loro Cagioni nel Valdarno di Sopra

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Nel 1703 fu costituita una Congregazione del Valdarno di Sopra che sotto il controllo del Magistrato dei fiumi e con la modica spesa di 20-30 mila Scudi avrebbe sistemato gli argini dell’Arno e provveduto alla loro manutenzione nel tratto di fiume tra la Valle dell’Inferno e l’Incisa. L’iniziativa nacque con l’approvazione del Granduca Cosimo III de’ Medici e la sponsorizzazione delle famiglie Medici, Salviati, Rinuccini e Serristori, principali proprietari terrieri della Valle. Questi quattro possidenti si fecero da subito padroni della Congregazione, mettendo loro parenti e sodali nella gestione tecnica, amministrativa e finanziaria ed anche nell’ufficio di Magistrato dei fiumi dal quale chiese ed ottenne di dividere i costi dei lavori tra tutti i proprietari terrieri del Valdarno e di gestirne direttamente l’esazione delle quote individuali.
Fatto ciò, il progetto si trasformò da manutenzione degli argini a canalizzazione dell’intero tratto gestito dalla Congregazione, con l’aggiunta di interventi ingegneristici per favorirne la navigazione ed i 20-30 mila Scudi divennero subito centinaia di migliaia. Poichè chi poteva e doveva opporsi a questa trasformazione radicale del progetto erano persone scelte dalla Congregazione, nessuno si oppose e la faccenda andò avanti nonostante le molte proteste dirette al Granduca che si limitava a girarle alla Congregazione che le cestinava.

La Relazione, ovvero disinganno degli effetti del Fiume Arno, e delle loro Cagioni nel Valdarno di Sopra fu scritta dal piccolo proprietario terriero sangiovannese Giovan Battista Bessi, due volte inutilmente presentata a Cosimo III e data alle stampe nel 1716: mezzo secolo dopo, mentre la Congregazione ancora faceva danni, il Granduca Pietro Leopoldo ne bollava il progetto con queste parole:
Infiniti furono gli abusi e le prepotenze fatte da questa congregazione, la quale consigliava sempre più duri compensi per vessare i poveri e rendersi padroni dei loro terreni, ed i maneggiamenti delle dette quattro case, le quali con i lavori fatti in Arno e le alluvioni accrebbero moltissimo i loro fondi, con acquistare parecchi poderi e mulini, per i quali non hanno mai niente pagato in sgravio dell’imposizione … e per potervi comandare con più libertà hanno quasi sempre a forza di giri e rigiri ottenuto che provveditore e sottoprovveditori della parte e soprintendenti dei lavori fossero dei loro parenti, e con questo hanno fatto un mondo di prepotenze e si sono arricchiti.
Infinite furono poi le mangerie fatte nell’esecuzione dei lavori e in specie dall’ingegnere Ramponi e dal Cavaliere Bartolini, i quali oltre il favorire sempre le predette case, non facendo difficoltà di fare delle liste false per appropriarsi addirittura i denari della cassa sotto falsi nomi, e benché gli interessati si lamentassero contro le vessazioni ed i cattivi lavori, questi essendo stati protetti dalla congregazione che erroneamente si considerava a Firenze come interessata, non erano mai ascoltati i lamenti(1).

Questa storia, alla fine composta dal Granduca Pietro Leopoldo che salvò dal dissesto centinaia di piccoli proprietari sangiovannesi e figlinesi, ha avuto una grande importanza non solo sul piano sociale ed economico ma anche su quello più generale del territorio perchè la canalizzazione comunque fu fatta ed è quella che vediamo ancora oggi e non sono pochi gli specialisti che vi imputano le più gravi inondazioni subite successivamente, non ultima quella del 1966.

La Relazione di Bessi si ferma, naturalmente, ai primi decenni del ‘700 ma la vicenda nel sua completezza è stata storicamente e documentalmente trattata da Giuseppe Tartaro in un Quaderno dell’Accademia Valdarnese La canalizzazione dell’Arno nel Valdarno superiore edito nel 1989 mentre della Relazione stessa hanno scritto Paolo Bonci e Carlo Fabbri in Cronache e storie di San Giovanni Valdarno nel Settecento, edito da Tosca nel 1991. Non possiamo pubblicare qui, per evidenti ragioni, queste due opere ma si trovano facilmente in tutte le biblioteche pubbliche valdarnesi.

All’epoca dei fatti e specialmente dopo l’intervento del Granduca lorenese, i maggiori ingegneri ed esperti dell’epoca intervennero proponendo sistemi per mitigare i danni e o per affrontare in maniera scientifica il problema della regimazione delle acque in generale ed in particolare del fiume Arno; li abbiamo raccolti, assieme ad altri utili all’intelligenza della questione, in questa Bibliografia
Note
(1) Pietro Leopoldo d’Asburgo Lorena, Relazioni sul Governo della Toscana, curatore Arnaldo Salvestrini, Firenze Olschki, ristampa 1977. Vol. 2



Titolo – Relazione, ovvero disinganno degli effetti del Fiume Arno, e delle loro Cagioni nel Valdarno di Sopra
Autore – Giovanni Battista Bessi
Collezione – Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
Stampa – Per I Marescandoli, Lucca MDCCXVI
Digitalizzazione – Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
Licenza – Pubblico dominio
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La casa paterna di Tommaso detto Masaccio Guidi da San Giovanni

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L’opuscolo a stampa La casa paterna di Tommaso detto Masaccio Guidi edito dai coniugi Giovanni Marcantelli ed Agnese Gerbi-Magnani a San Giovanni nel 1873, è un tassello molto importante nella storiografia sul grande artista sangiovannese perche identifica, sulla base di documentazioni certe, la casa nella quale nacquero Masaccio e lo Scheggia, secondo gli estensori dell’opuscolo, oppure solo ci vissero, secondo altri tra i quali Giovanni Magherini Graziani(1).
Questa differenza non secondaria è data dal fatto che i documenti catastali ed i contratti pubblicati nell’opuscolo dimostrano che quella casa è appartenuta a Jacopa, madre di Tommaso (Masaccio) e Giovanni (lo Scheggia) ma non se in quanto erede di Ser Giovanni di Mone Guidi (padre dei due fratelli) oppure del secondo marito Todesco.

L’opuscolo fornisce anche alcune informazioni su una delle due iniziative pensate a San Giovanni prima della Celebrazione per il V Centenario della nascita nell’Ottobre 1903. Questa e la successiva del 1885 nacquero con lo scopo di raccogliere fondi per l’edificazione di un monumento all’artista ma nessuna delle due andò a buon fine per ragioni che ci sono ignote ma sicuramente non di carattere economico. Fatto che si deduce dal racconto stesso di Marcantelli per la prima del 1871 e, per la seconda del 1885, dalla generosa sottoscrizione di 500 Lire dal Re Umberto I, sollecitata dal Senatore Ferdinando Martini, Presidente onorario dell’iniziativa. Entrambi i fatti (sottoscrizione reale e Ferdinando Martini) confluirono nella commemorazione del 1903: le 500 Lire stabilirono l’esempio per la lista delle sottoscrizioni ed il potente senatore partecipò comunque all’inaugurazione ma in veste di neo Governatore d’Eritrea(2).

Oltre a comunicare l’identificazione della casa dei Guidi, Marcantelli chiedeva il consenso dell’Amministrazione comunale ad apporre una lapide ricordo sulla facciata della casa. Questo obiettivo, anche se l’opuscolo farebbe pensare il contrario, è stato probabilmente raggiunto solo dopo una generazione, quando cioè Laura Marcantelli figlia ed erede di Giovanni ed Agnese, partecipa attivamente alla celebrazione del V centenario della nascita di Masaccio facendo ridipingere la facciata della casa in stile quattrocentesco e murandovi la lapide prevista dai genitori ed una propria e del marito Arturo Pellucci, anche autore del bassorilievo posto tra le finestre e rappresentante quello che all’epoca si credeva l’autoritratto di Masaccio(3).

Note
(1) Giovanni Magherini-Graziani, Masaccio. Ricordo delle onoranze rese in San Giovanni Valdarno nel dì XXV Ottobre MCMIII, Firenze Seeber 1904, pagina 82 e nota 1p. 82-84 con un refuso nella 83 porta la data del 1863
(2) Paolo Bonci curatore, 1903: onoranze a Masaccio nella sua città natale, Servizio Editoriale Fiesolano 2001
(3) Idem, pp. 124 e seguenti
Bibliografia masacciana



Titolo – La casa paterna di Tommaso detto Masaccio Guidi da San Giovanni – Notizie raccolte nell’intendimento di apporvi una lapide commemorativa
Autore – Giovanni Marcantelli
Collezione – Privata
Stampa – San Giovanni Valdarno, Tipografia di M. Righi 1875
Digitalizzazione – Biblioteca Valdarnese
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Discorso al serenissimo Cosimo III Granduca di Toscana intorno al difendersi da’ riempimenti, e dalle corrosioni de’ fiumi applicato ad Arno

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Titolo – Discorso al serenissimo Cosimo III Granduca di Toscana intorno al difendersi da’ riempimenti, e dalle corrosioni de’ fiumi applicato ad Arno in vicinanza della città di Firenze
Autore – Vincenzio Viviani
Collezione – Biblioteca Nazionale Centrale di Roma
Stampa – Nella stamperia di Piero Matini all’Insegna del Lion d’Oro 1688
Digitalizzazione – Google
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Dello stato antico e moderno del fiume Arno e delle cause e de’ rimedi delle sue inondazioni – II

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Titolo: Dello stato antico e moderno del fiume Arno e delle cause e de’ rimedi delle sue inondazioni ragionamento istorico mattematico.
Autore: Ferdinando Morozzi
Stampa: In Firenze MDCCLXVII Nella Stamperia di Gio. Batista Stecchi
Collezione: Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
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Dello stato antico e moderno del fiume Arno e delle cause e de’ rimedi delle sue inondazioni – I

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Titolo: Dello stato antico e moderno del fiume Arno e delle cause e de’ rimedi delle sue inondazioni ragionamento istorico mattematico. Parte Prima
Autore: Ferdinando Morozzi
Stampa: In Firenze MDCCLXVII Nella Stamperia di Gio. Batista Stecchi
Collezione: Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze
Digitalizzazione: Google
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