La Biblioteca Valdarnese

Biblioteca Valdarnese è una biblioteca digitale i cui ‘scaffali’ sono accessibili a chiunque senza iscrizioni o altre formalità e chiunque può leggerne i libri sul posto o portarseli a casa. Senza alcun costo, neanche quello di subire fastidiose pubblicità.

La Biblioteca è Valdarnese nel senso che si interessa delle faccende che nei secoli hanno attraversato, e non di rado rovinosamente, questa maladetta e sventurata fossa popolata di botoli ringhiosi, lupi e volpi piene di froda.
Faccende che, peraltro, hanno prodotto buona parte del patrimonio culturale, politico, scientifico ed economico sul quale ancora oggi si regge la civiltà occidentale.

Ed è digitale, la Biblioteca, nel senso che le testimonianze di questo patrimonio (libri, cartografie, manoscritti, archivi pubblici e privati) sono in formato digitale. Ed ovviamente di pubblico dominio o comunque usufruibili secondo licenze che favoriscono la più ampia – e gratuita – diffusione del patrimonio intellettuale dell’umanità.

Al momento dell’apertura online, il patrimonio della Biblioteca Valdarnese è di diverse centinaia di risorse che coprono un periodo che va dal primo Medioevo alla fine del Granducato di Toscana, molte altre sono in fase di catalogazione e molto presto saranno online. Altre ancora, compatibilmente con i tempi di un’attività di volontariato abbastanza complessa, saranno reperite e  rese disponibili in futuro.

Ma cosa sono queste risorse e da dove vengono?

Si tratta di libri a stampa, manoscritti, carteggi e corrispondenze, mappe. Naturalmente vi sono le grandi storie della Firenze medievale e moderna: da Dino Compagni a Benedetto Varchi, da Machiavelli ai Villani, da Cavalcanti a Poggio Bracciolini a Scipione Ammirato a Malaspini ed altri; poi le storie ‘spicciole’ dei momenti specifici che hanno creato la potenza di Firenze e del suo territorio, dalla guerra di Semifonte alla disfatta di Montaperti, dalla Repubblica ‘popolare’ antimagnatizia all’esilio di Dante, dalla dittatura medicea all’annessione all’Impero francese, alle scorribande papali e angioine, alle tante avventure finanziarie che anticiparono di molti secoli la ‘finanza creativa’ di questi ultimi decenni.

Accanto alla storia le biografie e le opere scientifiche e letterarie dei grandi intellettuali, scienziati e politici valdarnesi che hanno dato fondamentali contributi alla storia della Toscana, dell’Italia, dell’Europa: Poggio Bracciolini, Benedetto Varchi, Marsilio Ficino, Isidoro Del Lungo, Masaccio ed il fratello Giovanni, Averardo Serristori, Raffaello Magiotti (a sinistra casa Magiotti in via Roma a Montevarchi da un disegno di Carlo Cornaglia pubblicato nel 1896 sul quotidiano il Secolo).
E quindi le grandi opere geo-coro e cartografiche di Emanuele Repetti, Attilio Zuccagni-Orlandini, Giovanni Targioni Tozzetti con i relativi corredi di mappe geografiche, geologiche e politiche del Granducato di Toscana ed accanto ad esse la preziosa raccolta dell’Harvard Map Collection, i cinque frammenti della Tavola Peutingeriana messi online dalla Biblioteca Nazionale Finlandese ed altre mappe provenienti dalla Biblioteca Nazionale della Repubblica Ceka.

Ovviamente la Biblioteca dà ampio spazio alla storia ed alle vicende sociali e politiche di San Giovanni, Montevarchi, Figline, Terranuova e degli altri comuni storici della vallata: guerre, religione, sviluppi economici, municipalità, archivi, leggende e quant’altro. Ricchi approfondimenti di storia locale vengono dalle raccolte complete di Annali di storia di Firenze e di Reti Medievali, così come dalle raccolte del Monitore Fiorentino (annata 1799 quasi completa) e del settimanale l’Etruria (annate complete dal 1872 al 1925) che parteciparono attivamente alle vicende politiche locali dei rispettivi periodi.
Tra gli autografi vi sono diverse lettere tra Laura Ammannati, Annibal Caro e Lorenzo Strozzi con Benedetto Varchi, una fantasiosa storia di Montevarchi, dei Conti Guidi e del Latte della Vergine scritta dal montevarchino Padre Jacopo Sigoni ed estratta da una raccolta di manoscritti conservati al Département des manuscrits della Bibliothèque Nationale de France, un inventario di documenti dell’Archivio di Stato di Firenze ed un diario di visite a castelli valdarnesi redatti da Antonio Angeletti e provenienti dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Per quanto riguarda i manoscritti, vi sono per il momento i due volumi dell’inventario su quelli italiani della Biblioteque de France curati e pubblicati da Antonio Marsand nel 1835, la raccolta dalla quale è tratta la storia dei Conti Guidi di Sigoni ed è in fase di catalogazione la stesura autografa della Storia Fiorentina di Benedetto Varchi che metteremo online tra qualche giorno.

Non per le sue lontane origini valdarnesi ma perchè da Dante non si può prescindere a prescindere, uno spazio adeguato è dedicato alle sue vicende ed alle sue opere (nei prossimi giorni caricheremo la Vita Nova, diverse versioni della Commedia, il Convivio).

E poi ancora tanto altro: basta andare su Catalogo o in Sala lettura per farsene una idea. Abbiamo in programma di pubblicare a breve documenti storici locali ricavati da archivi pubblici e privati, alcuni dei quali particolarmente interessanti. Ma informeremo al momento opportuno.

Alle opere si accede scegliendo il catalogo e quindi il titolo di proprio interesse: due clic per arrivare nella pagina specifica che, oltre alla scheda del libro, offre la possibilità di leggere direttamente il libro sfogliandolo oppure scaricarlo sul proprio computer tramite il pulsante ‘download’ presente in tutte le pagine.

Come si diceva all’inizio, non vi sono formalità di sorta: non si deve pagare nulla e neanche fornire qualsivoglia informazione personale. Solo nel caso si vogliano pubblicare commenti sul sito della Biblioteca, si desideri riceverne il Bollettino (per il momento esiste solo nelle nostre intenzioni) o si voglia collaborare alle nostre iniziative, occorrerà fornire un proprio indirizzo email.

Queste le risorse. Alla seconda domanda – da dove vengono – si può rispondere più rapidamente: da Biblioteche pubbliche, private, universitarie di tutto il pianeta o meglio, dalle loro collezioni digitali che, contrariamente a quanto molti potrebbero pensare, non sono affatto poche, sono quasi tutte liberamente accessibili ed i libri in italiano e sull’Italia sono sempre parte importante di ogni collezione che si rispetti. In effetti Biblioteca Valdarnese non ha fatto altro che prendere dalle tante collezioni digitali disseminate per il mondo, i titoli riguardanti il nostro Valdarno e raccoglierli in un unico luogo per la comodità di chi abbia voglia di approfondire la propria storia o che, più semplicemente, ami la lettura.

Torna a Guida alla Biblioteca

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.